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Zhar'ganthul

Da DnD Mattarollo.
Versione del 9 set 2025 alle 15:18 di Maqarewa (discussione | contributi)
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Descrizione

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Zhar'Ganthul era il drago più potente del clan da cui proviene Ranga. Era una creatura titanica e venerata, considerata invincibile perfino tra le montagne viventi che componevano la stirpe draconica. Ranga lo descrive come un essere inarrestabile, simbolo della legge spietata e dell’ordine assoluto del mondo antico, quando la terra era ancora muta e il cielo privo di stelle.

Durante una delle notti di duello, cerimonie in cui i draghi misuravano la propria forza, Zhar'Ganthul affrontò una lunga serie di sfidanti, emergendo sempre vittorioso ma infine esausto. Fu in quel momento che Ranga colse la sua unica occasione.

Con astuzia e disperazione, Ranga si intrufolò nel corpo di Zhar'Ganthul passando per la bocca spalancata e raggiunse il suo cuore, divorandolo dall’interno. Con quell’atto impossibile, Ranga scoprì il segreto: anche i draghi potevano morire.

Zhar'Ganthul cadde, ma Ranga non ebbe tempo per festeggiare la sua morte. Dal cielo si aprì una fessura e una pioggia di fulmini d’argento si abbatté sul mondo, annientando e pietrificando la stirpe draconica. Questo evento diede origine al primo ciclo di luce e oscurità, sancendo la fine dell’era dei draghi.

Nel presente, il nome di Zhar'Ganthul è ancora ricordato in sussurri e visioni: la Nonna Vrenna, sotto effetto del pane rituale, sembra averne percepito la morte, accusando Ranga con le parole: "Tu hai ucciso Zhar'Ganthul."